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Fiscalità9 min di lettura · Aggiornato il 11 luglio 2026

Tassa di soggiorno: come funziona e come si versa

Chi la paga, come si calcola, quando versarla al Comune e la nuova dichiarazione annuale all'Agenzia delle Entrate. Guida pratica per host di affitti brevi, B&B e case vacanza, aggiornata al 2026.

Che cos'è la tassa di soggiorno

La tassa di soggiorno (il cui nome ufficiale è «imposta di soggiorno») è un tributo comunale a carico di chi pernotta in una struttura ricettiva situata nel territorio del Comune. È stata istituita dall'articolo 4 del D.Lgs. 23/2011: ogni Comune turistico può deliberarla con un proprio regolamento e destina il gettito a servizi legati al turismo, alla cultura e alla manutenzione del territorio.

Si applica per persona e per notte, quasi sempre con un tetto massimo di notti consecutive tassabili (oltre quella soglia l'ospite non paga più). Riguarda tutte le forme di ospitalità: hotel, B&B, case e appartamenti per vacanze, affittacamere, agriturismi e campeggi.

Chi la paga e chi la versa

A pagare l'imposta è l'ospite che pernotta. L'host, però, è il soggetto che la incassa dall'ospite (al momento del pagamento o al check-in) e la riversa periodicamente al Comune. In pratica sei un intermediario: raccogli una somma che non è tua e la giri all'ente.

Novità 2026 · da agente contabile a responsabile d'imposta

Con l'ordinanza n. 1527 del 23 gennaio 2026 la Corte di Cassazione ha chiarito che il gestore è «responsabile d'imposta» e non più «agente contabile»: in caso di contestazioni risponde davanti al giudice tributario e non più alla Corte dei conti, e viene meno l'obbligo del Modello 21 verso il Comune. Sono responsabili d'imposta anche i property manager, i portali e gli agenti immobiliari che incassano l'imposta per conto del titolare.

Quanto si paga: importi, tetto notti e calcolo

Non esiste un importo unico nazionale: la tariffa la fissa ogni Comune nel proprio regolamento e può variare per tipologia di struttura, categoria (numero di stelle) e a volte per stagione. Le grandi città turistiche applicano gli importi più alti; molti piccoli Comuni non la applicano affatto.

La formula base è semplice: tariffa per persona a notte × numero di notti (fino al tetto) × numero di ospiti paganti (esclusi quindi i minori esenti e chi rientra nelle esenzioni).

CittàTariffa indicativa a notteTetto notti
Roma€ 6,0010 notti
Milanofino a € 9,5014 notti
Firenze€ 5,507 notti
Venezia€ 3,00 – € 5,005 notti
Napoli€ 5,00 – € 6,0015 notti
Esempi indicativi 2026 per case e appartamenti per vacanze · gli importi cambiano spesso e per delibera comunale: verifica sempre il regolamento aggiornato del tuo Comune.

Esempio di calcolo

Appartamento a Roma, 2 adulti per 3 notti, tariffa € 6,00 a notte: 6 × 3 × 2 = € 36,00 di imposta da incassare e versare. Un terzo ospite di 8 anni, sotto l'età di esenzione, non paga.

Chi è esente

Le esenzioni le stabilisce il regolamento comunale, ma alcune categorie ricorrono quasi ovunque:

  • Minori al di sotto dell'età fissata dal Comune (spesso 10, 12, 14 o 18 anni).
  • Persone con disabilità e il loro accompagnatore.
  • Chi soggiorna per motivi di cura o assistenza a un ricoverato, e l'eventuale accompagnatore.
  • Forze dell'ordine, personale della protezione civile e vigili del fuoco in servizio.
  • Autisti di pullman e accompagnatori turistici (in molti Comuni, entro certi limiti).
  • Residenti nel Comune stesso.

Per le esenzioni può servire un'autocertificazione o un documento giustificativo, che l'host deve raccogliere e conservare in caso di controllo. Controlla sempre l'elenco esatto sul regolamento del tuo Comune, perché varia da luogo a luogo.

Quando e come si versa al Comune

La cadenza del versamento la decide il Comune: la più diffusa è quella trimestrale (spesso entro il 15 o il 16 del mese successivo alla chiusura del trimestre), ma alcuni Comuni chiedono versamenti mensili o con periodicità diverse. Verifica le scadenze precise nel regolamento locale.

Anche le modalità di pagamento cambiano da Comune a Comune. Le più comuni sono:

  • Modello F24 con il codice tributo dedicato all'imposta di soggiorno.
  • Bonifico sull'IBAN indicato dal Comune.
  • Piattaforma online del Comune o pagamento tramite PagoPA.

Se non versi (o versi in ritardo)

L'omesso o tardivo versamento comporta una sanzione (in genere il 30% dell'importo, art. 13 D.Lgs. 471/1997) più gli interessi. Puoi ridurla sensibilmente pagando spontaneamente con il ravvedimento operoso, prima che arrivi un accertamento.

La dichiarazione annuale all'Agenzia delle Entrate

Oltre al versamento periodico al Comune, dal 2026 host e gestori devono presentare una dichiarazione telematica annuale all'Agenzia delle Entrate, in cui riepilogano le somme di imposta di soggiorno incassate nell'anno precedente. È un adempimento distinto dal versamento: va fatto anche se hai già pagato tutto al Comune.

  • Scadenza: 30 giugno dell'anno successivo a quello di riferimento (per i soggiorni del 2025, quindi, entro il 30 giugno 2026).
  • Dal 13 aprile 2026 è disponibile, nel portale dei servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, l'applicazione web per compilare e trasmettere la dichiarazione dell'anno d'imposta 2025.
  • Sono obbligati anche property manager, portali e agenti immobiliari che incassano l'imposta per conto del titolare.

Sanzioni sulla dichiarazione

In caso di omessa o infedele presentazione della dichiarazione annuale, la sanzione va dal 100% al 200% dell'importo dovuto: è un adempimento da non trascurare, tenendo traccia ordinata degli incassi per tutto l'anno.

Airbnb, Booking e le piattaforme

In alcuni Comuni le OTA (Airbnb, Booking e gli altri portali) riscuotono e versano direttamente la tassa di soggiorno, dove esiste un accordo con l'amministrazione. In molti altri casi, invece, resta interamente a carico dell'host. Prima di incassare, verifica come funziona nel tuo Comune per non chiedere l'imposta due volte all'ospite — o, al contrario, per non dimenticare di raccoglierla.

Attenzione: anche quando è la piattaforma a riscuotere l'imposta per le prenotazioni ricevute da quel canale, il monitoraggio degli incassi e la dichiarazione annuale restano una tua responsabilità, e riguardano tutti i canali (comprese le prenotazioni dirette).

Come Doorling ti semplifica la tassa di soggiorno

Doorling calcola l'imposta dovuta in automatico al momento del check-in online, in base all'età di ogni ospite, al numero di notti (rispettando il tetto) e alle esenzioni che hai configurato. Niente calcoli a mano, niente dimenticanze.

  • Imposti tariffa, numero massimo di notti tassate ed età di esenzione una volta sola a livello di organizzazione — con override per singolo alloggio nei Comuni con regole diverse (come si configura).
  • Al check-in l'imposta viene calcolata per ogni ospite e sommata al totale da incassare.
  • Le esenzioni particolari le segnali sulla scheda ospite e il totale si ricalcola da solo.
  • Hai sempre il riepilogo degli importi raccolti, pronto per il versamento al Comune e per la dichiarazione annuale.

Oltre alla tassa di soggiorno, Doorling automatizza le trasmissioni a ISTAT e Alloggiati Web e l'intero flusso di check-in degli ospiti. Puoi provarlo gratis configurando il primo alloggio in cinque minuti.

Le informazioni di questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate a luglio 2026: non costituiscono consulenza fiscale. Regolamenti, importi e scadenze cambiano per delibera comunale e per aggiornamento normativo — verifica sempre presso il tuo Comune e, nei casi dubbi, con il tuo commercialista.

Domande frequenti

L'imposta di soggiorno la paga l'host o l'ospite?

La paga l'ospite che pernotta. L'host la incassa dall'ospite e ha l'obbligo di versarla periodicamente al Comune e di dichiararla annualmente all'Agenzia delle Entrate.

Ogni quanto si versa l'imposta di soggiorno al Comune?

Dipende dal singolo Comune: la periodicità più comune è trimestrale, spesso entro il 15 o 16 del mese successivo alla fine del trimestre, ma alcuni Comuni prevedono versamenti mensili. Controlla il regolamento comunale.

Cosa cambia nel 2026 per l'imposta di soggiorno?

L'host è diventato «responsabile d'imposta» (Cassazione 1527/2026), è stato abolito il Modello 21 verso il Comune ed è stata introdotta la dichiarazione annuale all'Agenzia delle Entrate, da presentare entro il 30 giugno dell'anno successivo.

I bambini pagano l'imposta di soggiorno?

Dipende dall'età di esenzione fissata dal Comune: molti Comuni esentano i minori sotto i 10, 12 o 14 anni. L'età esatta è indicata nel regolamento comunale.

Cosa rischio se non verso o non dichiaro l'imposta?

Sull'omesso o tardivo versamento si applica in genere una sanzione del 30% più interessi (riducibile con ravvedimento operoso); sull'omessa o infedele dichiarazione annuale la sanzione va dal 100% al 200% dell'importo dovuto.

Lascia i calcoli a Doorling.

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