Adempimenti10 min di lettura · Aggiornato il 27 settembre 2026

CIN per principianti: cos'è, come si ottiene e dove va esposto

Il Codice Identificativo Nazionale è obbligatorio dal 2025 per ogni casa vacanze, B&B e appartamento in affitto breve. Come richiederlo sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive, cosa cambia con il Regolamento europeo dal 20 maggio 2026, sanzioni e requisiti di sicurezza.

Che cos'è il CIN e perché è nato

Il Codice Identificativo Nazionale è stato introdotto dall'articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023 (il «Decreto Anticipi») per dare a ogni immobile affittato per brevi periodi un'identità unica su tutto il territorio nazionale. Fino ad allora ogni Regione andava per conto suo: alcune avevano un codice, altre no, e i portali non avevano un riferimento comune per riconoscere gli annunci abusivi.

Il CIN viene assegnato dal Ministero del Turismo attraverso la Banca Dati nazionale delle Strutture Ricettive (BDSR), che dialoga con le banche dati regionali. La piattaforma è operativa in tutta Italia dal 3 settembre 2024 e l'obbligo è pienamente in vigore dal 1° gennaio 2025.

Chi deve averlo

  • Chi affitta un'unità abitativa per periodi brevi (fino a 30 giorni) o per finalità turistiche, anche in forma non imprenditoriale e anche per una sola casa: proprietari, sublocatori, comodatari, property manager con mandato.
  • Le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere: hotel, B&B, affittacamere, case e appartamenti per vacanze, agriturismi, ostelli.
  • Serve un CIN per ogni unità immobiliare: due appartamenti nello stesso palazzo, due codici.

Non serve, invece, per le locazioni abitative ordinarie di lunga durata e per le locazioni transitorie non turistiche.

CIN e codici regionali: convivono

Il CIN non cancella i codici regionali nati prima: dove esiste, il codice della Regione resta obbligatorio e va esposto insieme al CIN. In molte Regioni, anzi, per ottenere il CIN devi prima avere il codice regionale, perché la BDSR recupera i dati dell'immobile dalla banca dati regionale.

RegioneCodiceDove si ottiene
LombardiaCIR · Codice Identificativo RegionalePortale regionale, dopo la comunicazione al Comune
VenetoCIRPortale regionale, dopo la comunicazione al Comune
LazioCIRPortale regionale, dopo la comunicazione al Comune
ToscanaCIS · Codice Identificativo StrutturaPortale regionale
LiguriaCITRA · Codice Identificativo Turistico Regionale AlloggiPortale regionale
SardegnaIUN · Identificativo Univoco NumericoPortale regionale
PugliaCIS · Codice Identificativo di StrutturaPortale regionale, dopo la comunicazione al Comune
SiciliaCIRPortale regionale
CampaniaCUSR · Codice Unico Strutture RicettivePortale regionale
Regioni senza codice proprioSolo CINDirettamente sulla BDSR
Principali codici regionali ancora in uso · elenco non esaustivo, verifica sul portale della tua Regione.

Come si richiede il CIN, passo per passo

  1. Accedi alla BDSR (bdsr.ministeroturismo.gov.it) con SPID di livello 2, CIE o un'identità digitale europea (eIDAS). Chi non ha identità digitale, come molti proprietari stranieri, può farsi rappresentare da un delegato munito di procura.
  2. Scegli il Comune e la tipologia: unità immobiliare in locazione breve o turistica, oppure struttura ricettiva (B&B, casa vacanze, affittacamere…).
  3. Se la tua Regione ha già una banca dati, inserisci il codice regionale: la BDSR recupera i dati e ti chiede di confermarli. Altrimenti compili la scheda: indirizzo, dati catastali (foglio, particella, subalterno), titolarità.
  4. Dichiara i requisiti di sicurezza (vedi sotto) e, se operi in forma imprenditoriale, gli estremi della SCIA.
  5. Il CIN viene generato subito ed è visibile nella tua area riservata, insieme all'attestato da scaricare. È gratuito e non scade, ma va aggiornato se cambiano gestore, titolare o destinazione dell'immobile.

Il formato del codice

Il CIN comincia con «IT», seguito dalle sei cifre del codice ISTAT del Comune, da due caratteri che indicano la tipologia e da una sequenza alfanumerica casuale. Va riportato sempre per intero e senza spazi, esattamente come compare nell'attestato.

Dove va esposto

  • All'esterno dell'immobile, in un punto visibile (una targhetta accanto al campanello o al portone va bene), insieme all'eventuale codice regionale.
  • In ogni annuncio, su ogni canale: Airbnb, Booking.com, Vrbo e gli altri portali hanno un campo dedicato nelle impostazioni dell'annuncio; va inserito anche nel tuo sito e negli annunci sui social.
  • Comunicato a intermediari e agenzie che pubblicano l'annuncio o incassano per conto tuo.
  • Nella dichiarazione dei redditi e nella Certificazione Unica rilasciata dagli intermediari: dal 2025 la legge ne prevede l'indicazione (L. 207/2024, art. 1 comma 78).

Dal 20 maggio 2026: il Regolamento europeo

Con il Regolamento UE 2024/1028 sugli affitti brevi il CIN è diventato il «numero di registrazione» italiano. Le piattaforme devono mostrarlo negli annunci, verificarne la validità e trasmettere ogni mese alle autorità nazionali i dati sull'attività degli annunci; un annuncio con codice mancante o non valido viene rimosso su segnalazione dell'autorità. In pratica: senza CIN non si pubblica.

I requisiti di sicurezza collegati al CIN

Insieme al codice, il decreto ha imposto dotazioni minime di sicurezza per le unità in locazione breve e turistica, da autodichiarare al momento della richiesta e da mantenere nel tempo.

  • Rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti (indispensabili dove ci sono impianti o apparecchi a gas, stufe o caminetti).
  • Estintori portatili a norma, in posizione visibile e accessibile: almeno uno ogni 200 metri quadrati di superficie e comunque almeno uno per piano.
  • Impianti conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza.

La mancanza dei requisiti costa da 600 a 6.000 € per ogni violazione accertata. Al di là della sanzione, sono dotazioni che proteggono gli ospiti: controllale a ogni cambio e ricordane l'uso nella guida della casa.

Sanzioni

ViolazioneSanzione amministrativa
Affittare o pubblicizzare senza CINda 800 a 8.000 € per ogni unità
CIN non esposto all'esterno o non indicato nell'annuncioda 500 a 5.000 € per ogni unità
Requisiti di sicurezza mancantida 600 a 6.000 € per ogni violazione
Attività imprenditoriale senza SCIA al SUAPda 2.000 a 10.000 €
Art. 13-ter DL 145/2023. I controlli spettano ai Comuni, che incassano anche le sanzioni; le piattaforme rispondono a loro volta se pubblicano annunci senza codice.

Cosa fare se cambia qualcosa

  • Cambia il gestore o il proprietario: il CIN resta legato all'immobile, ma la titolarità va aggiornata nella BDSR.
  • Smetti di affittare: comunica la cessazione, così il codice viene disattivato e l'immobile esce dalla banca dati.
  • Se il codice cambia, aggiorna subito annunci e targhetta: un CIN non più valido negli annunci espone alle stesse contestazioni di un CIN mancante.

Come Doorling ti aiuta

  • Nella scheda amministrativa di ogni alloggio inserisci CIN e codice regionale, con l'etichetta giusta per la tua Regione (CIR, CIS, CITRA…), così li hai sempre sottomano per annunci, dichiarazioni e controlli.
  • I dati che servono per la richiesta (indirizzo, tipologia, capienza) sono gli stessi che configuri in Doorling per check-in, Alloggiati Web e tassa di soggiorno: li inserisci una volta sola.
  • La guida della casa e le regole dell'alloggio, mostrate all'ospite dopo il check-in, sono il posto giusto per ricordare dove si trovano estintori e rilevatori.

Il CIN lo richiedi tu sulla BDSR (Doorling non può farlo al posto tuo), ma il resto della burocrazia dell'ospite, schedine, ISTAT e imposta di soggiorno, parte da solo. Provalo sul primo alloggio.

Le informazioni di questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate a settembre 2026: non costituiscono consulenza legale. Le procedure regionali e i regolamenti comunali cambiano spesso: verifica sempre sul portale della tua Regione e presso il tuo Comune.

Domande frequenti

Il CIN è obbligatorio anche se affitto una sola casa, saltuariamente?

Sì. L'obbligo riguarda ogni unità destinata a locazione breve o turistica, anche in forma non imprenditoriale e anche per pochi giorni all'anno.

Quanto costa e quanto tempo ci vuole?

È gratuito. Con SPID o CIE e i dati catastali alla mano la richiesta si completa in pochi minuti e il codice viene generato subito; nelle Regioni con banca dati propria serve prima il codice regionale.

Ho già il CIR della mia Regione: mi serve anche il CIN?

Sì. I due codici convivono: il CIR resta obbligatorio a livello regionale e il CIN a livello nazionale; vanno esposti entrambi, all'esterno e negli annunci.

Dove inserisco il CIN su Airbnb e Booking?

Nelle impostazioni dell'annuncio c'è un campo dedicato al numero di registrazione: va compilato per ogni annuncio. Dal 20 maggio 2026 le piattaforme rimuovono gli annunci con codice mancante o non valido.

Cosa rischio senza CIN?

Da 800 a 8.000 € per ogni unità affittata senza codice, da 500 a 5.000 € se il codice c'è ma non è esposto o indicato nell'annuncio, da 600 a 6.000 € per i requisiti di sicurezza mancanti.

Chi controlla?

I Comuni, anche attraverso la polizia locale, con la collaborazione delle Regioni e del Ministero del Turismo, che incrocia i dati della BDSR con quelli trasmessi dalle piattaforme.

Lascia i calcoli a Doorling.

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