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Rilevatori di gas, monossido ed estintori per gli affitti brevi: cosa comprare e dove metterli

Con il CIN ogni casa in affitto breve deve avere rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti ed estintori portatili a norma. Quali dispositivi servono, quanti, dove installarli, come controllarli nel tempo e cosa si rischia se mancano.

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Ingresso di un appartamento italiano con pavimento in cotto: un estintore rosso a terra accanto a una porta verde salvia, un rilevatore bianco sulla parete color crema, un cestino di vimini e un piccolo ulivo in vaso.

In sintesi

  • Insieme al CIN, ogni unità in affitto breve o locazione turistica deve avere rilevatori di gas e di monossido funzionanti ed estintori portatili a norma, anche se affitti una sola casa senza partita IVA; solo le case senza impianto a gas e senza rischio di monossido sono esonerate dai rilevatori.
  • Gli estintori vanno in posizione accessibile e visibile, vicino agli ingressi e alle zone di maggior pericolo: uno ogni 200 m² di pavimento o frazione, con almeno uno per piano.
  • Per il tipo di estintore la legge rimanda al DM 3 settembre 2021: capacità estinguente almeno 13A, carica almeno 6 kg o 6 litri, raggiungibile entro 30 metri.
  • I dispositivi devono restare funzionanti nel tempo: tasto di prova e batterie dei rilevatori a ogni cambio, controllo semestrale dell'estintore da parte di un tecnico secondo la UNI 9994-1.
  • Se mancano, la sanzione va da 600 a 6.000 € per ciascuna violazione accertata dal Comune; nella BDSR il possesso dei requisiti si dichiara con una dichiarazione sostitutiva.
Indice

Cosa impone la legge a chi affitta per brevi periodi

I requisiti di sicurezza degli affitti brevi sono le dotazioni minime che ogni unità immobiliare in locazione breve o turistica deve avere per legge: rilevatori di gas e di monossido di carbonio funzionanti ed estintori portatili a norma, collocati in posizioni accessibili e visibili. Li ha introdotti il comma 7 dell'articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023, lo stesso che ha creato il CIN. Si applicano dal 2 novembre 2024, sessantesimo giorno dopo l'avviso in Gazzetta che ha attivato la banca dati nazionale, mentre il termine per ottenere ed esporre il codice è stato fissato al 1° gennaio 2025.

L'obbligo vale per tutte le unità, senza distinzioni: la casa al mare affittata due settimane all'anno, l'appartamento in città gestito da un property manager, la stanza data in locazione turistica. La legge non chiede la partita IVA né un numero minimo di prenotazioni. Chi affitta in forma imprenditoriale, cioè con la SCIA o perché gestisce più di due appartamenti, deve rispettare in più i requisiti di sicurezza degli impianti previsti dalle norme statali e regionali: impianto elettrico, gas e riscaldamento con le dichiarazioni di conformità in regola.

Il comma 7 parla di immobili oggetto di locazione, e le FAQ del Ministero del Turismo sulla BDSR precisano che conta il contratto: la casa messa a disposizione senza servizi aggiuntivi, salvo biancheria e pulizie. Bed and breakfast, affittacamere e case vacanze aperte come strutture ricettive seguono invece le leggi regionali sul turismo, che spesso chiedono dotazioni simili, e alcune Regioni chiedono la dichiarazione sui dispositivi anche a loro: il Friuli Venezia Giulia, per esempio, la pretende da tutte le strutture tranne i B&B non imprenditoriali. Nel dubbio, chiedi al tuo Comune o allo sportello della Regione.

Ogni unità, non ogni edificio

Se affitti due appartamenti nello stesso palazzo, servono due dotazioni complete: un rilevatore di gas, un rilevatore di monossido e almeno un estintore per ciascun alloggio. L'estintore condominiale sul pianerottolo non conta.

Rilevatore di gas combustibili: quale serve e dove si installa

Il rilevatore di gas combustibili è un apparecchio elettrico, fisso, che suona quando nell'aria c'è una concentrazione pericolosa di metano o di GPL. La norma tecnica di riferimento per gli apparecchi domestici è la EN 50194-1: cercala nella scheda del prodotto, insieme alla marcatura CE e al gas per cui l'apparecchio è tarato. Un rilevatore per il metano non va bene per il GPL, e viceversa. Le FAQ del Ministero chiedono in più che il dispositivo abbia un allarme che avverta subito chi è in casa e rimandano, per l'installazione, alle istruzioni del fabbricante e al DM 37/2008 sugli impianti: un apparecchio a batteria lo monti tu, uno collegato all'impianto elettrico o a un'elettrovalvola è lavoro da installatore abilitato.

  • Metano (gas di rete): è più leggero dell'aria e sale, quindi il rilevatore va in alto, vicino al soffitto, nella stanza dove sta la caldaia o il piano cottura.
  • GPL (bombola o serbatoio): è più pesante dell'aria e ristagna a terra, quindi il rilevatore va in basso, vicino al pavimento, nello stesso locale dell'apparecchio.
  • In entrambi i casi non va montato sopra i fornelli, dove vapori e fumi lo farebbero suonare a vuoto, né dietro mobili o tende che bloccano l'aria. La distanza esatta dall'apparecchio la dà il manuale del produttore.
  • Se hai un impianto con elettrovalvola sul contatore, scegli un rilevatore che la comanda: in caso di fuga chiude il gas da solo, anche se in casa non c'è nessuno.

La casa è tutta elettrica, senza gas né bombole? Il comma 7 chiede i dispositivi «in ogni caso» per tutte le unità, ma le FAQ del Ministero del Turismo esonerano dai rilevatori di gas e di monossido chi affitta un'unità senza impianto a gas in cui sia escluso con certezza il rischio di fughe di gas o di formazione di monossido. Attenzione alle condizioni: un camino, una stufa a legna o a pellet o uno scaldabagno a combustione bastano a far tornare il rischio di monossido, e con esso il rilevatore. L'estintore resta obbligatorio in ogni caso. Se la casa è davvero tutta elettrica puoi farne a meno; se hai un dubbio, un rilevatore costa poco e ti mette al riparo da una contestazione.

Rilevatore di monossido di carbonio: dove va e cosa controllare

Il rilevatore di monossido di carbonio è un apparecchio diverso dal precedente e non lo sostituisce: il monossido non è un combustibile, è il gas invisibile e inodore prodotto da una combustione incompleta. Lo generano caldaie, scaldabagni, stufe a legna o a pellet, camini e cucine a gas con scarso ricambio d'aria. La norma di prodotto per gli apparecchi domestici è la EN 50291-1; i criteri per scegliere il punto giusto sono nella guida EN 50292, che i produttori seri riportano nel manuale.

  • Nella stanza con l'apparecchio a combustione: caldaia, stufa, camino, cucina a gas. Il monossido si mescola all'aria calda e sale, quindi il rilevatore sta in alto sulla parete o a soffitto, a qualche metro dall'apparecchio e mai dentro un mobile.
  • Dove si dorme: se la casa ha una stufa o un camino usati di notte, un secondo rilevatore in camera o nel corridoio delle camere, ad altezza del respiro, avvisa chi dorme.
  • Lontano da finestre, bocchette di ventilazione e cappe: l'aria in movimento diluisce il gas e ritarda l'allarme.
  • Esistono apparecchi combinati, gas più monossido, che risolvono entrambi gli obblighi con un solo dispositivo: vanno bene se la posizione scelta rispetta le regole di tutti e due i sensori.

Ogni rilevatore ha un tasto di prova. I rilevatori di monossido conformi alla EN 50291-1 segnalano da soli la fine vita del sensore e quasi tutti riportano la data di sostituzione sull'etichetta; per i rilevatori di gas la durata del sensore è nel manuale. Superata quella data l'apparecchio va sostituito anche se sembra funzionare. Segna la data e prova il tasto a ogni cambio ospite, insieme alle batterie.

Estintore: tipo, classe e quanti ne servono

Quanti estintori servono lo dice il comma 7: uno ogni 200 metri quadrati di pavimento o frazione, con un minimo di uno per piano. Per la maggior parte degli appartamenti vuol dire un solo estintore; una villetta su due piani ne vuole due, uno per piano, anche se la superficie totale resta sotto i 200 metri quadrati.

Per il tipo, la legge rimanda al punto 4.4 dell'allegato I del decreto del Ministro dell'interno 3 settembre 2021, il cosiddetto «minicodice» antincendio per i luoghi di lavoro: estintori con capacità estinguente non inferiore a 13A e carica minima di 6 kg o 6 litri, in numero tale da raggiungerne uno entro 30 metri. Dove è prevedibile un fuoco di classe B, da liquidi infiammabili o da solidi che fondono come cera, paraffina e plastica, ogni estintore deve avere anche una capacità di almeno 89B. Il valore che conta è stampato sull'etichetta: cerca almeno «13A». Un estintore a polvere da 6 kg riporta di solito «13A 89B C»; uno ad acqua o schiuma può riportare solo «13A», e per il decreto va bene lo stesso, salvo che in casa ci siano liquidi infiammabili.

DotazioneQuanteDoveRiferimento tecnico
Rilevatore di gas combustibiliAlmeno uno per unità, nel locale con gasIn alto per il metano, in basso per il GPLEN 50194-1
Rilevatore di monossido di carbonioAlmeno uno per unità, più uno dove si dorme se c'è una stufaNella stanza con caldaia, stufa o camino, in altoEN 50291-1 e guida EN 50292
Estintore portatileUno ogni 200 m² o frazione, minimo uno per pianoAccessibile e visibile, vicino agli accessi e alle zone di pericoloEN 3-7 e DM 3 settembre 2021, punto 4.4
Le tre dotazioni richieste dall'art. 13-ter, comma 7, del DL 145/2023 · ottobre 2026, verifica eventuali regole aggiuntive della tua Regione.

La scelta più semplice è un estintore a polvere ABC da 6 kg, che copre legno e tessuti (classe A), liquidi (classe B) e gas (classe C); secondo il decreto gli estintori a polvere o a CO2 conformi alla EN 3-7 si possono usare anche su apparecchiature elettriche in tensione fino a 1000 volt, da almeno un metro di distanza. Lo stesso decreto avverte però che la polvere, in un ambiente chiuso, riduce di colpo la visibilità e può irritare pelle e mucose, e definisce «opportuni» nei luoghi al chiuso gli estintori a base d'acqua: per un appartamento un estintore idrico o a schiuma da 6 litri è una scelta altrettanto valida e più pulita, purché l'etichetta riporti almeno 13A. In cucina, dove il rischio è l'olio in padella, aggiungi una coperta antincendio conforme alla UNI EN 1869: non sostituisce l'estintore, ma spegne una padella senza spargere polvere su tutto.

Cosa guardare sull'etichetta

Marcatura CE, norma EN 3-7, classi di fuoco con i numeri (almeno 13A, più un valore B se tieni liquidi infiammabili), carica in chilogrammi o litri, anno di fabbricazione e cartellino di manutenzione. Un estintore senza etichetta leggibile, o con il manometro, dove c'è, fuori dalla zona verde, non è un estintore funzionante: per la legge vale come assente.

Dove posizionare gli estintori in un appartamento

La legge chiede posizioni accessibili e visibili, in particolare vicino agli accessi e alle aree di maggior pericolo. Il decreto del 2021 aggiunge il criterio dei percorsi d'esodo: l'estintore sta dove si passa per uscire, così chi lo prende ha le spalle verso la via di fuga.

  • All'ingresso, a portata di mano appena si entra: è il punto che tutti conoscono e che si attraversa per uscire.
  • Vicino alla cucina, ma non sopra i fornelli né dietro la porta: in un'emergenza non deve servire attraversare le fiamme per raggiungerlo.
  • Nelle case su più piani, uno per piano, di preferenza vicino alle scale.
  • Mai dentro un armadio, sotto il lavello o dietro un mobile: se l'ospite non lo vede, per la legge è come se non ci fosse. Un cartello con il pittogramma dell'estintore aiuta: la legge sugli affitti brevi non lo chiede, perché richiama il decreto solo per il tipo di estintore.
  • A un'altezza che permetta di prenderlo senza sforzo e con il manometro leggibile, appeso al suo gancio o su un supporto a pavimento che non si rovesci.

Controlli periodici: cosa fare e ogni quanto

La legge non chiede dispositivi «installati», chiede dispositivi funzionanti: un rilevatore con la batteria scarica o un estintore scarico valgono come assenti. Per i rilevatori basta la cura dell'host; per gli estintori il riferimento tecnico è la norma UNI 9994-1, la stessa che regola la manutenzione negli uffici e nei negozi, con un controllo affidato a un tecnico.

CosaChiOgni quanto
Tasto di prova e batterie dei rilevatoriTu o chi fa le pulizieA ogni cambio ospite, almeno una volta al mese
Data di fine vita del sensoreTuAlla scadenza indicata sull'etichetta o nel manuale, poi si sostituisce
Sorveglianza dell'estintore: presenza, manometro in zona verde, sigillo integro, etichetta leggibileTu o chi fa le pulizieUna volta al mese: la norma lascia la frequenza a chi è responsabile dell'alloggio, questa è quella consigliata
Controllo periodico dell'estintore con firma sul cartellinoTecnico di un'azienda di manutenzioneOgni 6 mesi
Revisione e collaudo dell'estintoreTecnico di un'azienda di manutenzioneAlle scadenze che la UNI 9994-1 fissa per ogni tipo di estintore, segnate dal tecnico sul cartellino
Programma minimo di controllo · rilevatori secondo i manuali dei produttori, estintori secondo la UNI 9994-1:2024.

Il contratto di manutenzione semestrale per un singolo estintore costa poco e lascia una traccia: il cartellino firmato è la prova più semplice da mostrare a un controllo. Chi affitta in forma non imprenditoriale non rientra nelle regole sui luoghi di lavoro, ma le FAQ del Ministero del Turismo dicono espressamente che gli estintori vanno controllati periodicamente secondo la UNI 9994-1 e il manuale del produttore: seguire la norma tecnica è il modo più sicuro per dimostrare che l'estintore è «a norma di legge» e «funzionante», come chiede il comma 7.

Autocertificazione nella BDSR e sanzioni ai controlli

Quando richiedi il CIN sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive dichiari di possedere i requisiti: una dichiarazione sui dispositivi di rilevazione e sugli estintori per tutti i locatori e, solo per chi opera in forma imprenditoriale, una seconda sulla conformità degli impianti. La procedura prevede solo di selezionare e compilare le dichiarazioni: non è previsto il caricamento di fatture o fotografie. Il comma 3 dell'articolo 13-ter la qualifica però come dichiarazione sostitutiva ai sensi degli articoli 46 e 47 del DPR 445/2000: dichiarare il falso è un reato ai sensi dell'articolo 76 dello stesso decreto, oltre alla sanzione amministrativa.

I controlli e le sanzioni spettano al Comune in cui si trova l'alloggio, attraverso la polizia locale, con le regole della legge 689/1981 sulle sanzioni amministrative; i risultati dei controlli vanno anche all'Agenzia delle Entrate. La legge non descrive come avviene la verifica: in pratica può nascere da una segnalazione o da un controllo sul CIN esposto e negli annunci. Per i dispositivi mancanti o non funzionanti la sanzione è da 600 a 6.000 € per ciascuna violazione accertata; la legge non precisa se ogni dispositivo mancante conti come violazione a sé, quindi è prudente dare per scontato che rilevatori ed estintore assenti possano essere contestati separatamente. Se la tua Regione punisce già lo stesso fatto con una sanzione sua, si applica quella. Chi opera in forma imprenditoriale senza impianti a norma risponde invece con le sanzioni previste dalle leggi statali e regionali sugli impianti. Il quadro completo delle multe collegate al codice è nella guida al CIN.

Checklist prima del primo ospite

Mezza giornata e una spesa contenuta bastano per mettersi in regola. L'ordine conta: prima i dispositivi, poi la dichiarazione.

  1. Censisci gli apparecchi a combustione della casa: caldaia, scaldabagno, piano cottura, stufa, camino. Decidi se il gas è metano o GPL.
  2. Compra i rilevatori con la norma giusta sulla scheda (EN 50194-1 per il gas, EN 50291-1 per il monossido) e installali dove dice il manuale: in alto o in basso secondo il gas, nella stanza dell'apparecchio. Se la casa non ha gas né apparecchi a combustione, sei esonerato dai rilevatori.
  3. Compra l'estintore con etichetta EN 3-7 e classe almeno 13A, carica 6 kg o 6 litri; uno per piano, uno ogni 200 m² o frazione. In cucina aggiungi una coperta antincendio.
  4. Posizionalo all'ingresso o lungo il percorso verso l'uscita, visibile, con il manometro leggibile.
  5. Attiva un contratto di controllo semestrale con un'azienda di manutenzione e conserva scontrini e cartellino.
  6. Dichiara i requisiti nella BDSR quando chiedi il CIN; se il codice lo hai già, la dichiarazione l'hai resa allora: conserva il PDF scaricato dalla banca dati e aggiorna la scheda se i dati dell'alloggio cambiano.
  7. Scrivi nella guida della casa dove sono estintore e rilevatori, cosa fare se un allarme suona e i numeri di emergenza: una dotazione che l'ospite non conosce protegge meno.

Come Doorling ti aiuta con la sicurezza della casa

I dispositivi li compri e li installi tu, e nessun software può farlo al posto tuo. Doorling ti aiuta nelle due cose che vengono dopo: far sapere all'ospite dove sono e tenere traccia dei controlli.

  • Nella guida digitale scrivi una volta dove si trovano estintore e rilevatori, cosa fare se suonano e i numeri di emergenza da chiamare con un tocco: l'ospite li legge sul telefono dopo il check-in, tradotti nella sua lingua.
  • Le regole della casa mostrate nel portale sono il posto giusto per ricordare di non coprire i rilevatori e di non usare fornelli o stufe con le finestre sigillate.
  • Nel registro delle spese registri l'acquisto dell'estintore e il controllo semestrale come spese dell'alloggio giusto, con fornitore, data e una nota: alla verifica del Comune o alla domanda del commercialista sai subito quando e da chi è stato fatto.

Il CIN e i dati anagrafici dell'alloggio li tieni nella scheda amministrativa di Doorling, gli stessi che hai dichiarato alla BDSR, accanto alle credenziali di Alloggiati Web usate dal check-in online; la data del prossimo controllo dell'estintore la segni nella nota della spesa. Provalo sul primo alloggio.

Le informazioni di questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate a ottobre 2026: non sostituiscono il manuale del produttore né il parere di un tecnico antincendio. Le Regioni possono prevedere dotazioni aggiuntive per le strutture ricettive: verifica sul portale della tua Regione e presso il tuo Comune.

Domande frequenti

I rilevatori di gas e monossido servono anche se la casa non ha il gas?

No, se la casa non ha impianto a gas ed è escluso con certezza il rischio di fughe di gas o di formazione di monossido: lo dicono le FAQ del Ministero del Turismo sulla BDSR. Camini, stufe a legna o a pellet e scaldabagni a combustione fanno tornare il rischio, e con esso il rilevatore di monossido. L'estintore serve comunque. Nel dubbio installali: costano poco.

Quanti estintori servono in un appartamento di 80 metri quadrati su un piano?

Uno. La regola è un estintore ogni 200 metri quadrati di pavimento o frazione, con un minimo di uno per piano. Una casa su due piani ne vuole due, anche se piccola.

Quale estintore comprare per una casa vacanze?

Un estintore portatile con capacità estinguente almeno 13A e carica minima di 6 kg o 6 litri, come indica il punto 4.4 del DM 3 settembre 2021 richiamato dalla legge; in pratica cerca sull'etichetta la norma EN 3-7, con cui vengono certificati gli estintori portatili. La scelta più semplice è un estintore a polvere ABC da 6 kg; in un ambiente piccolo un estintore a base d'acqua o schiuma, sempre con almeno 13A sull'etichetta, sporca meno. In cucina è utile anche una coperta antincendio.

Chi controlla i requisiti di sicurezza e quanto costa la multa?

Il Comune in cui si trova l'alloggio, attraverso la polizia locale. Per rilevatori o estintori mancanti o non funzionanti la sanzione va da 600 a 6.000 euro per ciascuna violazione accertata; la legge non dice se ogni dispositivo mancante è una violazione a sé, quindi è prudente dare per scontato di sì. Se la Regione punisce già lo stesso fatto, si applica la sanzione regionale.

Devo far controllare l'estintore ogni sei mesi anche se affitto senza partita IVA?

La legge chiede estintori a norma e funzionanti, senza dire come dimostrarlo. Il controllo semestrale di un tecnico secondo la UNI 9994-1, con firma sul cartellino, è il modo più semplice e riconosciuto per provarlo, anche per chi non è un'impresa.

L'obbligo vale anche per i bed and breakfast?

Il comma 7 dell'articolo 13-ter riguarda gli immobili in locazione breve o turistica, cioè messi a disposizione senza servizi aggiuntivi, come precisano le FAQ del Ministero del Turismo. Le strutture ricettive, come B&B e affittacamere, seguono le leggi regionali sul turismo, che spesso chiedono dotazioni simili, e alcune Regioni, come il Friuli Venezia Giulia, chiedono la dichiarazione sui dispositivi anche a loro, escludendo solo i B&B non imprenditoriali. Chiedi al tuo Comune o alla Regione.

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